Radio Disco Club 65
| 20 Aprile 2020
Free Fall di Danilo Di Termini
Ciao a tutti, è ricominciata la settimana e riparte Free Fall, l'appuntamento con il jazz condotto da Danilo Di Termini. Vi avvisiamo subito che nel programma sono presenti inserimenti di prodotti a fini commerciali: ovviamente siamo costretti dall'ideatore di Radio DiscoClub 65 e cioè Giancarlo di Disco club.
Fatto il nome del principale colpevole, facciamo anche i cognomi dei musicisti che saranno con noi oggi: Nduduzo Makhathini, Lee Morgan, Dr. Lonnie Smith, Sonny Rollins Henry Grimes, David Murray, Hamid Drake.
Nduduzo Makhathini è un musicista nato il 24 settembre 1982 in Sudafrica, attivo da molti anni ma che dal 2018 ha iniziato a incidere per il gruppo Universal. Oltre ad un'intensa attività solista Makhathini è anche il pianista di Shabaka And The Ancestors che abbiamo ascoltato qualche giorno fa in questa trasmissione.
Esce in questi giorni un disco per la Blue Note, Modes of Communication: Letters from the Underworlds. Ascoltiamo un primo estratto dal disco che in realtà nell'album dura quasi otto minuti, ma in questo video è stato ridotto a quattro. Nella formazione la voce di Msaki, il piano di Makhathini, il sassofono contralto di Logan Richardson, il sassofonista tenore Linda Sikhakhane, il trombettista Ndabo Zulu, il bassista Zwelakhe-Duma Bell Le Pere, il batterista Ayanda Sikade, il percussionista Gontse Makhene. Yehlisan'uMoya:
L'universo musicale di Nduduzo Makhathini fa riferimento al pianismo di McCoy Tyner: "Ho capito la mia voce di pianista attraverso A Love Supreme di John Coltrane. Come qualcuno che ha iniziato a suonare jazz molto tardi, sono sempre stato alla ricerca di un tipo di musica che potesse rispecchiare o evocare il modo in cui la mia gente ballava, cantava e parlava. Tyner me lo ha dato. "Nella sua musica ci sono anche echi di Randy Weston e Abdullah Ibrahim e nel gruppo che lo accompagna l'intensità e la veemenza di musicisti come Coltrane, Azar Lawrence o Pharaoh Sanders è più che evidente.
Ascoltiamo un altro brano che arriva dai dischi precedenti: Amathambo 5.01
Nduduzo Makhathini è il primo musicista sudafricano a firmare con Blue Note. Un riconoscimento importante anche se la Blue Note di oggi non è certo quella degli anni '50 e '60. Proprio da quegli anni arrivano una serie di ristampe, anche in vinile 180 grammi (piuttosto care) nella collana Tone poet, creata nel 2019 in occasione degli 80 anni dell'etichetta blu.
Sono già usciti molti titoli, l'8 maggio ne arriva una nuova infornata che presenteremo in questa e nelle prossime puntate: partiamo da uno dei più grandi trombettisti della storia del jazz e cioè Lee Morgan. Su Netflix è disponibile un documentario dedicato alla sua leggendaria figura (anche tragica visto che muore ucciso dalla moglie a soli 33 anni) «I called him Morgan». Intanto potete ascoltarlo in The – inciso due settimane dopo lo straordinario contributo dato dal grande trombettista al capolavoro di John Coltrane Blue Train – quando Morgan ha solo diciannove anni. Era il suo quinto (!) album di in qualità di leader per Blue Note Con lui (era il 1957) Pepper Adams al sax baritono, Bobby Timmons al piano, Paul Chambers al contrabbasso e Philly Joe Jones alla batteria. Ascoltiamo il brano che apre l'album, un classico di Dizzy Gillespie, A Night In Tunisia.
Restiamo ancora con Lee Morgan e andiamo a Toronto, Canada il 22 luglio 1959 quando Morgan registra uno speciale per TV canadese con Oscar Peterson (p), Ray Brown (b), Ed Thigpen (ds). Il brano è un classico di Bobby Timmons del repertorio dei Jazz Messengers di Art Blakey con il quale Morgan aveva iniziato: Moanin'
Un'altro disco della serie Tone poet (a proposito, si chiama così perchèa serie nasce dall'ammirazione di Don Was (Presidente di Blue Note) per le eccezionali ristampe per veri audiofili realizzate dalla compagnia indipendente Music Matters. Di conseguenza, Joe Harley (noto come 'The Tone Poet') è stato chiamato in veste di curatore di questa serie speciale) è All In My Mind dello specialista dell'organo Hammond B3 Dr. Lonnie Smith – da non confondere con il tastierista Lonnie Liston Smith – uno tra i musicisti che si incaricò di trasportare nella seconda metà degli anni Sessanta, l'hard bop nel soul jazz.
All In My Mind è stato registrato dal vivo al Jazz Standard di New York in occasione del 75° compleanno del grande maestro questo album del 2018 esce per la prima volta su vinile: la formula classica è quella dell'organo – chitarra – batteria con i fedelissimi Jonathan Kreisberg e Jonathan Blake) allargata per l'occasione occasione grazie all'apporto della voce di Alicia Olatuja e della seconda batteria di Joe Dyson. Sentiamo proprio All In My Mind:
Ancora lo stesso trio per un brano che proviene da un concerto del 2013: 50 Ways To Leave Your Lover
Veniamo alle note dolenti: altri due musicisti scomparsi la settimana sempre a causa del Corona Virus. Sto parlando del contrabbassista Henry Grimes e del sassofonista Giuseppi Logan, entrambi protagonisti della scena free degli anni '60 ed entrambi scomparsi dalla circolazione per quasi trent'anni e (vivendo in povertà, al limite della miseria) ed entrambi riapparsi con un sorprendente ritorno sulle scene. Per Grimes abbiamo scelto due brani, uno degli anni d'oro, precisamente del 1959 quando insieme a Sonny Rollins (con cui suonerà per molti anni) e Joe Harris è in Svezia per una serie di concerti. Love Letters:
Il tempo stringe e ricorderemo Giuseppi Logan nella puntata di giovedì; chiudiamo ancora con Henry Grimes di cui peraltro vi annunciamo che ascolteremo prossimamente un estratto dal bel disco inciso insieme a Marc Ribot al Village Vanguard.
Nell'attesa di salutarci vi ricordiamo che ritrovate tutta la puntata sul sito di Disco Club immediatamente dopo la fine della trasmissione.
In questo Free Fall odierno con Danilo Di Termini siamo stati con Nduduzo Makhathini, Lee Morgan, Dr. Lonnie Smith, Sonny Rollins Henry Grimes, David Murray, Hamid Drake.
Chiudiamo proprio con questi ultimi tre musicisti trio colti dal vivo al Kerava Jazz Festival nel 2004. Spin; a giovedì.
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