Radio Disco Club 65

That's Folk! di Fausto Meirana

Buona domenica con Fausto Meirana e That's Folk! Per questa domenica ho preparato una serie di brani da ballo, da discoteca o comunque molto popolari, ma nell'ottica della trasmissione ve li presento in una forma intima, acustica (più o meno). Non sempre sono versioni riuscite, ma testimoniano che se un brano è bello e ben scritto può funzionare in diversi ambiti (e abiti). Cominciano con una allegra versione folk di Dancing Queen (Abba) eseguita da Luka Bloom con il suo fratellone Christy Moore alle percussioni...

Si cambia subito atmosfera con la voce di Scott Matthew, cupo cantautore australiano e vero specialista in versioni anomale (si ascolti il suo Unlearned, lì ce ne sono di molto curiose). Nel video che segue Matthew trasforma da par suo il grande successo di Boy George del 1982, Do You Really Want To Hurt Me.

Avrei già voluto parlare di John Wesley Harding in altre puntate, perchè il cantautore ha speso già molte frecce del suo arco senza aver raccolto grandi trofei. Dopo aver inciso una trentina di dischi di un certo valore, ha trovato anche una nuova strada come apprezzato scrittore, usando però il suo vero nome, Wesley Stace. Da J.W.Harding ascoltiamo una rilassata versione di Like A Prayer, successo di Madonna del 1989.

That's Folk! vira adesso sul virtuosismo chitarristico, merce pericolosa quando fine a stessa, merce rara quando trova artisti come Tommy Emmanuel ad interpretarla. Con l'aiuto di John Knowles, chitarrista non meno dotato, Emmanuel prende How Deep Is Your Love dei Bee Gees (tratta dal film La Febbre del Sabato Sera) e la trasforma in un delicato strumentale.

 Nei giorni scorsi ho ricordato spesso un cantautore scomparso per il covid-19, John Prine. Non smetterò adesso, visto che ho appena scoperto questa deliziosa versione di un successo di Stevie Wonder, I Just Called To Say I Love You. Il brano era un po' zuccheroso, ma la versione di Prine è molto più asciutta ed intensa. Peccato per l'insulso sfondo del video.

Nel piccolo gruppo di canzoni pop rielaborate in acustico mi è capitato di trovare quello che potremmo chiamare un ''rifacimento della Madonna''. Si tratta di una versione di Like a Virgin preparata con la consueta cura dai Fleet Foxes, maestri nell'arrangiamento delle voci e nella crescita delle barbe!

Quello che segue adesso forse è il tentativo meno riuscito della playlist , ma posso sbagliare. La Billie Jean di Michael Jackson, d'altronde, era forse il brano più complesso da rielaborare senza elettronica e beat. Chris Cornell ne ha fatto una versione corrosiva, arrabbiata e rude, con una buona dose di coraggio e sprezzo del pericolo.

That's Folk! Termina qui con una impetuosa versione nostrana. Il brano è ancora tratto dal repertorio di Michael Jackson, ed è l'immensa Thriller. Senza paura del confronto se ne occupa il cantautore Colapesce. Il brano apparve nel disco Nove Cover, poi sull'edizione Deluxe di Un Meraviglioso Declino. Un saluto da Fausto Meirana e da Radio Discoclub65. Tornate qui alle 16 per il programma di Antonio. A presto. Attenzione alla bonus track di seguito.

Bonus track.

 

Heavy Metal Parking Lot di Dario Gaggero

Bentornati a Heavy Metal Parking Lot, il parcheggio virtuale dove si discute amichevolmente di musica hard & heavy con una birra nella mano (e una spranga dietro la schiena): Mi raccomando, dateci dentro con richieste e dediche!

Abbiamo messo i Black Sabbath, abbiamo messo i Deep Purple, mancavano solo loro a completare la sacra trimurti dell'hard rock. Partiamo con 'Immigrant Song' dei Led Zeppelin!

...e continuiamo con qualcosa di completamente diverso.
Questa è 'The Motherload' dei Mastodon, dal penultimo album 'Once More 'Round the Sun':

Prima richiesta della serata: Tiziana vuole sentire 'Loco' dei Coal Chamber. La accontentiamo subito!

Facciamo un balzo indietro con i Samson, primo gruppo ad avvalersi della voce di Bruce Dickinson ai tempi della NWOBHM.
Questa 'Vice Versa' e il suo delirante promo sono tratti dall'album 'Head On' del 1980.

Michele Massari ci chiede di innalzare il livello di pesantezza della serata con 'On the Brink of Extinction' dei Napalm Death.
Eccola:

Visto che abbiamo citato Dickinson diamo un'occhiata a quel che combinavano gli Iron Maiden in quel periodo..

 Abbiamo una richiesta anche da parte del Panzer Supremus: vuole 'The Crucifix' dei (chi altri?) Jag PANZER....

Fissati con gli alieni, la velocità e gli acuti Halfordiani: chi sono? Ovviamente gli Agent Steel! Questa è la loro 'Unstoppable FooooOOOOOORCE!'

E' il compleanno di Stefano Espinoza! Ci chiede di festeggiare con lui al suono di 'Hot for Teacher' dei Van Halen.
E chi siamo noi per rifiutare?

Facciamo un salto in Svizzera per un pezzo dei Celtic Frost: 'Mesmerized', dall'album 'Into the Pandemonium' (1987)

Ci ha contattato anche Giuliano Tizza: vuole 'Epic' dei Faith No More.
Et voilà:

 Vai con le richieste!
Questa dei Cirith Ungol è per GianPier Guspe:

Stasera siete scatenati! Lorenzo Pace ci chiede 'She's Gone' dal discusso 'Techincal Ecstasy' dei Black Sabbath.

Mentre quel noioso di Campanella polemizza sulla mia inclusione dei Led Zeppelin (hanno i capelli lunghi, non portano mutande, cantano altissimo e inneggiano a Satana. Vostro Onore, non ho altro da aggiungere. Ringrazia che non li ho chiamati heavy metal, piuttosto! :) ) proseguiamo con le richieste.
Tiziana ci ha chiesto 'Black Flag' degli Ektomorf:

Sono l'ennesimo supergruppo creato a tavolino (Portnoy/Sheean/Kotzen) o c'è della sostanza?
A me i due album sono piaciuti. E a voi?

 E chiudiamo con due richieste:
la prima è per Michele Massari..

..e la seconda è questa 'Sinister Double' dei Malice per il Panzer Excellens.

Siamo in chiusura. Vi lascio con il solito pezzo lampo e con i miei auguri di un buona domenica (si fa per dire).
A mercoledì!

Oh Girls! di Ida Tiberio

World Girls
(I know, it's NOT only rock'n'roll but I like it)

Teresa Salgueiro
Ricordate Lisbon Story? Il film di Wenders deve gran parte della sua fortuna alla colonna sonora dei Madredus, il gruppo più qualificato per accompagnare il regista tedesco alla scoperta dei suoni e dei luoghi luminosi e incantati di Lisbona. La voce, piena di elegante intensità, della giovane Teresa Salgueiro è forse la principale risorsa della band. Del resto, la ragazza si è formata artisticamente nei locali dell'Alfama, il quartiere più vivace e interessante di Lisbona, ha cantato il fado con la passione di chi è consapevole delle proprie radici e, conclusa l'esperienza con i Madredeus, ha saputo evolversi con grande intelligenza e indiscutibile talento.

Cesaria Evora
L'infanzia difficile, i primi approcci col canto nel coro dell'orfanotrofio a cui la madre, in gravi ristrettezze economiche, l'aveva affidata e l'incontro fatale con la morna, la musica popolare più autentica dell'isola di Capo Verde. Cesaria Evora, voce potente e grande carisma, raggiunge una notevole fama nei circuiti musicali di Capo Verde ma deve affrontare molte difficoltà d'ordine personale e politico prima di diventare "la diva a piedi nudi" nota in tutto il mondo. I contatti con alcuni esuli capoverdiani in Portogallo e l'apprezzamento di artisti, discografici e produttori europei (soprattutto francesi e italiani) danno alla carriera di Cesaria Evora il meritato respiro internazionale


Miriam Makeba
Poche ma doverose parole: Miriam Makeba-Mama Afrika è una vera e propria leggenda. Lontana per quasi trent'anni dal Sudafrica, la sua terra d'origine, Miriam ha combattuto l'apartheid con una determinazione pari al suo immenso talento artistico. Da Johannesburg, dove intraprende la carriera musicale insieme al suo primo marito Hugh Masekela, all'Europa, dagli Stati Uniti (che non le perdonano la relazione con l'attivista politico Stockly Carmichael) alla Guinea. Ovunque la sua voce si alza forte e determinata a fianco degli oppressi. Nelson Mandela la convince a tornare in Sudafrica ma lei non smette di girare il mondo. Muore a Castel Volturno, dopo un concerto nel quale si esprime contro lo sfruttamento dei braccianti africani. E ora, vista la mia propensione verso i "classici", ascoltiamo Pata Pata? Ebbene no. A volte, una scelta non "mainstream" è necessaria


Rokia Traoré
Per una volta, nessuna storia di privazioni e povertà. Rokia Traorè appartiene ad una famiglia di diplomatici maliani. La vita le ha riservato anche altri privilegi: il fascino, una vocalità multiforme e l'incontro col più celebre e rispettato musicista del Mali: Ali Farka Touré. Rokia comincia in giovane età a scrivere testi di forte impatto sociale e sviluppa un grande interesse e una profonda conoscenza della musica tradizionale del suo paese ma è attratta anche dal pop e dalla musica elettronica. Una sintesi sonora che rende la sua produzione discografica attraente e originale.

Elena Ledda
Il viaggio musicale di oggi raggiunge l'ultima tappa: l'Italia. Più specificatamente, la Sardegna, dove approdiamo grazie ad Elena Ledda, cantante dotata di una magnifica voce da mezzosoprano, un'apprezzabile cultura musicale classica e una grande passione per le sonorità popolari della sua terra. Alla fine degli anni settanta entra in contatto con l'eccellente polistrumentista Mauro Palmas, col quale realizza il progetto Suonofficina, un interessante laboratorio di sperimentazione sonora, e da quel momento la sua carriera, ricca di riconoscimenti e di collaborazioni prestigiose, è in continua ascesa.

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