Radio Disco Club 65

La musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio di Antonio Vivaldi

Buona Pasqua a tutti per questa puntata di Natale di "La musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio". Perplessi? La spiegazione del giochino 'concettuale' (courtesy of Giancarlo Balduzzi) è semplice. Oggi è Pasqua, ma fra due giorni festeggerò il mio sessantesimo giorno natale, quindi...
Dunque ho deciso (previa autorizzazione di Giancarlo Balduzzi, vera star della giornata, come vedrete) di raccontare in questa puntata la mia storia come ascoltare di musica e acquirente di dischi. Inevitabile che questa storia abbia incrociato sovente Discoclub e... Giancarlo Balduzzi. Partiamo con la sigla che, per l'occasione, viene affidata a un brano tratto da un disco tuttora amatissimo, Bryter Layter di Nick Drake. Lo comprai nel 1975 o nel 1976, non so, ma so di sicuro che era sabato pomeriggio di un giorno nuvoloso di autunno o primo inverno (il sabato pomeriggio si andava sempre da Discoclub). E ricordo benissimo che uscito dal negozio andai in un posto per nulla rock'n'roll: chiesa di Cristo Re a Sampierdarena ad aspettare la mamma all'uscita dalla messa. D'altronde i soldi per il disco me li aveva dati lei. E con questo, l'Acqua Santa ha già vinto la puntata pasquale e 'natalizia'. Come è giusto che sia.

NICK DRAKE – FLY

LEONARD COHEN – SEEMS SO LONG AGO, NANCY
Procediamo in ordine cronologico. Il primo vinile di cui entrai in possesso (settembre 1975) e che tuttora posseggo – in tre versioni – è Songs From A Room di Leonard. Non lo comprai da Discoclub, me lo regalò una bellissima cugina svizzera di nome Esther. L'avevo scoperto a casa sua e ascoltato fino allo sfinimento. Lei si commosse per la mia dedizione e me lo consegnò al momento del commiato, nonostante appartenesse al suo fidanzato, le cui iniziali erano TG. Lo so perché ancora si leggono sul retro di copertina. Non ho mai saputo come TG abbia preso la dipartita verso l'Italia del suo vinile.

SHAWN PHILLIPS – BALLAD OF CASEY DEISS
Ottobre 1975: arriva il mio primo stereo con giradischi e piastra per le cassette (poi usatissima per desiderio di omniscienza rock). Corro dunque verso Discoclub a comprare un disco che il programma radiofonico Per voi giovani proponeva di sovente, Second Contribution di Shawn Phillips. Credo che Giancarlo (e con lui la First Lady Franca) fosse ancora in negozio prima della cattività bancaria. Il giradischi Pioneer PL-10 è quello che uso ancora oggi.

ROY HARPER – ME & MY WOMAN
Dura tantissimo, ma forse è la canzone che amo di più in assoluto. Me la fece ascoltare per la prima volta Enzo Fongi, che mi dava ripetizioni di matematica, ma soprattutto mi istruiva sul meglio della musica rock (a casa sua anche il primo contatto con Nick Drake, ad esempio). Più che un professore un Maestro. Ciao Enzo e ancora grazie.

STEELEYE SPAN – GOWER WASSAIL
Il giradischi è arrivato da due mesi e così i regali di Natale 1975 dei genitori assumono forma rotonda e diametro di 30 cm. Titoli: Mark Almond: Mark-Almond I; John Fahey: The Voice of the Turtle; John Martyn: Solid Air;Steeleye Span: Ten Man Mop or Mr. Reservoir Butler Rides Again. Materiali disastrosi per le "cassette miste" (prima di compilation e playist) da far ascoltare alle ragazze carine. Quanto agli Steeleye Span, rappresentano l'inizio di una passione direi ancestrale per il folk e folk-rock delle isole britanniche che ogni tanto mi fa pensare di avere avuto una vita precedente dalle parti del Vallo di Adriano.

TIM BUCKLEY – PHANTASMAGORIA IN TWO
Altra grande passione. Partendo da Goodbye & Hello (acquistato nel 1976, mi pare, ma di sicuro in una giornata di sole primaverile) per arrivare fino a Live at the Electric Theatre Co, (gennaio 2020) sono 22 dischi, tutti presi sapete voi dove.

ULTRAVOX – I WANT TO BE A MACHINE
Non feci in tempo a rimpiangere di essere nato troppo tardi per l'epoca d'oro del rock che arrivò il punk. Di primo acchito mi sembrò musica "conservatrice" (quando uno nasce noiosetto..), cioè rock'n'roll solo più nevrastenico. Poi ascoltai il primo disco degli Ultravox. Per me rappresentò l'inizio della new wave e di una nuova passione musicale.

IAN MATTHEWS – LITTLE KNOWN
Come spesso accade in un romanzo autobiografico, ecco la confessione di un tradimento. Giancarlo, il primo disco comprato (insieme ad altri) con il mio primo stipendio (giugno 1982) - If You Saw Thro' My Eyes di Ian Matthews – non l'ho preso da te, ma da Pink Moon. Dopo tanti anni spero mi perdonerai.

SODASTREAM – ABLE HANDS
Un ricordo Discoclub-free. Estate 2000, giornata calda e pigra. A quei tempi i giornalisti musicali – categoria di cui tuttora faccio più o meno parte – ricevevano con regolarità pacchetti postali pieni di cd. In quell'occasione ne arrivarono una decina. Dopo cinque o sei titoli subito dimenticati, nel lettore entrò Looks Like A Russian dei Sodastream. Amore a primo ascolto, come fu per molto neo-folk o alt-folk o New Acoustic Music di inizio secolo. La magia della musica ti coglie sempre un po' impreparato e ciò è parte del suo fascino.

HARRY NILSSON – WITHOUT YOU
Il 26 marzo 2015 (lo so perché quello stesso giorno morì John Renbourn), intorno alle 19,10 ebbi un'amnesia. L'ultimo ricordo cosciente prima di un vuoto durato alcune ore, è di essere stato da Discoclub (ma guarda un po') fino alle 19, ora di chiusura, e di avere comprato cinque dischi fra cui Schmilsson Nilsson in vinile. La mattina dopo, stavo già un po' meglio, mi venne a trovare in ospedale John Vignola, noto entertainer radiofonico giunto a Genova per ritirare una moltitudine di dischi ordinati da Discoclub (ma guarda un po' – 2). Fra questi un cofanetto dei Pretty Things che, pur in stato confusionale, riuscii ad invidiargli.

SLADE – CUM ON FEEL THE NOIZE
E si conclude, come di consueto, con il pezzo che non c'entra niente. Che ci posso fare se tra folk-rock, post-rock, new wave e altre cose da perfetto snob mi piace ascoltare dei truzzoni come gli Slade? Sladest l'ho preso tutto felice dal Discoclub dell'usato. Pure al negozio dietro l'angolo è doveroso rendere omaggio. Un saluto di Pasqua collettiva e natale personale da Antonio Vivaldi. E ascoltate sempre Radio Discoclub65.

That's Folk! di Fausto Meirana

Buona Pasqua a tutti da Fausto Meirana e Radio Discoclub65. Oggi That's Folk! diventa That's Italian!, tira fuori il tricolore e presenta solo artisti italiani, ma sempre nel solco della musica acustica. Un viaggio tra presente e passato, tra nomi conosciutissimi e altri molto, molto meno. L'apertura la affido al cantautore di Fidenza Dente, il suo Buon Appetito arriva solo un po' in ritardo...


Molte coppie, in questi giorni difficili, sono costrette alla convivenza forzata e prolungata tra le mura di casa, con tutto quel che ne consegue. L'aspettativa di una vacanza, di un cambiamento diventa ogni giorno più acuta. Cerchiamo di esorcizzare i brutti sentimenti con una fresca canzoncina di molti anni fa. Quattro Giorni Insieme è il brano più famoso del duo Loy & Altomare, un progetto acustico che guardava agli USA e a gruppi come gli America.


That's Italian! Ricorda qui un altro cantautore innamorato dell'America e dei suoi folksinger. Stefano Rosso ci ha lasciati una dozzina d'anni fa, ma il cantautore romano Andrea Tarquini lo ha ricordato, pochi anni fa, con il suo tributo Reds! dove riproponeva molte delle sue canzoni. Sentiamo qui E Intanto Il Sole Si Nasconde in una versione dal vivo.


Ancora dal repertorio di un cantautore scomparso di recente; Gianmaria Testa manca da quattro anni, assieme alla sua voce profonda, che continuiamo ad ascoltare, per fortuna, nei dischi e nei video. Ci manca ancor più il suo costante commento, pieno di umanità e denuncia, verso i brutti tempi che viviamo. Lo ascoltiamo dal vivo in una famosa libreria di Genova, con il brano ¾.


Un omaggio ad una grande personalità del folk Italiano, Caterina Bueno. Lo ha scritto Francesco De Gregori, ma qui lo ascoltiamo da un collaboratore storico della Bueno, il chitarrista e cantautore Maurizio Geri. Assieme all'organettista Riccardo Tesi, Geri ha prodotto alcuni anni fa un bel tributo a Caterina Bueno: Sopra I Tetti Di Firenze, che comprendeva anche questa canzone. La ascoltiamo in una versione solista dal vivo in studio.


La puntata pasquale di That's Folk!/Italian continua con una coppia di cantautori famosissimi, Francesco De Gregori e Antonello Venditti. Il brano che sentiamo è eseguito a due voci, un po' alla Simon & Garfunkel, un po' alla Pensieri E Parole.
Il disco condiviso è del 1972, si chiama Theorius Campus, e ancora adesso è assai apprezzabile; il brano si chiama In Mezzo Alla Città.


Dalla preistoria della canzone d'autore italiana di De Gregori e Venditti alla vena intimista e le storie di provincia di un giovane cantautore di Bergamo, Andrea Casali, in arte Caso. La performance del brano FM è recentissima, in una cascina dell'entroterra genovese, benemerita per aver organizzato questo concerto. Il video è di Mattia Meirana, che mi ha concesso di usarlo, almeno credo...


Finiamo questa puntata pasquale autarchica di That's Folk! con un brano il cui titolo avremo già sentito troppe volte in questi giorni. Restiamo In Casa è un vecchio brano del cantautore siciliano Colapesce, qui in una versione casalinga in duetto con Alessandro Fiori. Tutto qui, restiamo in casa, ci vediamo dopo le feste, ancora auguri da Fausto Meirana. Alle 16 ci sarà Antonio, tornate pure!

 

Heavy Metal Parking Lot di Dario Gaggero

Buonasera a tutti e bentornati al parcheggio più metal d'Italia!
Siete pronti con le richieste?
La prima canzone di oggi la dedico io a Massimo KISS e David Zanet: 'Rip it Out' dal primo album solista di Ace Frehley!
Vai che partiamo!

Proseguiamo con qualcosa di più strong: 'Heavy Metal Maniac' degli Exciter, dal loro album d'esordio!

Prima richiesta della serata: la nostra affezionata ascoltatrice Tiziana ci chiede 'Will the Sun Ever Rise' dei Five Finger Death Punch.
Eccola!

E' tempo di passare dall'Irlanda per salutare i Thin Lizzy!
Questo è il videoclip della classica 'Chinatown', dall'album omonimo.

Proseguiamo con 'Hell's Gate' dei californiani Omen, dall'album 'Warning of Danger' (1985)

Abbiamo una vera dedica, siori e siore!
Michele Massari vorrebbe dedicare al Master Panzer 'It's darker than you think' dei Carpathian Forest.
Sarà piaggeria o vero amore?

Passiamo a qualcosa di decisamente più vintage: questa 'Bad Motor Scooter' è tratta dal primo, omonimo album dei Montrose (1973), con Sammy Hagar alla voce.

Adesso un video leggenda: 'Bewitched' dei Candlemass!

Il balletto finale mi è sempre piaciuto un sacco!
Abbiamo una richiesta di Giuliano Tizza che cerca di dissipare questa funerea pesantezza con 'Ride the Wind' dei Poison!


....ma il Panzer Superior non ci sta e ci ha subito richiesto 'To Kill a King' dei Manilla Road!

Dal fenomenale 'Double Live Gonzo!' di Ted Nugent vi propongo invece una versione ruspante di 'Cat Scratch Fever'!

a adesso in poi andiamo secchi di dediche che le linee sono incandescenti: questa 'Du Hast' dei Rammstein è per Monica Merlin!

Seconda richiesta di Tiziana: l'official video di 'Mother' del mio amico Danzig!

Herr Panzer Supremus ha un'altra richiesta/ordine: trattasi di 'King of the Dead' dei Cirith Ungol:

Avete notato che le due richieste del Panzer Master avevano tutte e due la parola King nel titolo? Che la sua megalomania stia finalmente avendo la meglio sul suo tradizionale riserbo?

Seconda richiesta anche per Michele Massari:
'For whom the bell tolls' dal secondo album dei Metallica!

Anche questa sera abbiamo finito.
Non mi resta che augurarvi una Pasqua tutta borchie e flying V e lasciarvi con un brano un po' lungo ma che sintetizza perfettamente lo sconforto e i disagi che quest'emergenza mondiale ci sta purtroppo imponendo.
Heavy Metal Parking Lot torna mercoledì sera.
Ci vediamo lì.

Login