Radio Disco Club 65

La Musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio di Antonio Vivaldi

Quattordicesima puntata della "Musica di Antonio (Vivaldi) fra Acqua Santa e Demonio", come sempre dai microfoni virtuali e virtuosi di Radio Discoclub65. Oggi una piccola variazione rispetto al format classico. I pezzi da album di pubblicazione recente (o prossima) sono quattro. Al posto della consueta ristampa un nuovo brano importante ma uscito solo in rete. In chiusura si ritorna al solito titolo fuori sincrono'. Intanto la sigla.

SUFJAN STEVENS & LOWELL BRAMS - THE RUNAROUND
Ci sono stati gruppi formati da fratelli (Everly Brothers), da fratello e sorella (Carpenters), da tre sorelle-gemelle (Haden Triplets) da nipoti e zii (Clannad). Ma il rapporto di parentela in musica più interessante è quello fra Sufjan Stevens e Lowell Brams: figlio e patrigno. Aporia è la seconda collaborazione fra i due ed è un disco ambient, lontano dunque dallo Stevens cantautore, quello che in Italia molti hanno conosciuto grazie al film "Chiamami per nome".

SONGDOG – G-FLAT GUMBO
Caro leader Balduzzi, posso approfittare del programma per ordinarti A Happy Ending (un titolo di buon auspicio ci vuole) dei Songdog? Sono gallesi, sono arrivati all'ottavo disco e – causa il logorio della vita moderna di prima - mai mi ero accorto di loro. La domiciliarità coatta ha i suoi vantaggi.

BOB DYLAN – I CONTAIN MULTITUDES
A pochi giorni da Murder Most Foul una nuova 'emissione' solo online da parte di Bob Dylan, meno torrenziale e più melodica della precedente. Costretto a casa, senza poter fare concerti, forse Zimmy si annoia e fa uscire canzoni. Speriamo siano il preludio di un nuovo album di materiale or

MARK LANEGAN – SKELETON KEY
Torniamo alla musica 'fisica' portandoci avanti con un disco in uscita l'8 maggio, Straight Songs Of Sorrow, di uno dei nostri tenebrosi preferiti, Mark Lanegan. Che per quel giorno si possa... No, per scaramanzia non diciamo niente.

PEARL JAM – DANCE OF THE CLAIRVOJANTS
Dopo Mark Lanegan ecco altri musicisti nati con il grunge, ma che poi hanno vissuto una vita decisamente più agiata. Gigaton è stato l'album con i Pearl Jam hanno interrotto un silenzio discografico durato sette anni. Il suono è sempre quello potente e amato dai fans. Qualche piccola novità in chiave quasi pop la offre questa" Danza dei chiaroveggenti".

MAZZY STAR – FADE INTO YOU
Il 24 febbraio ci ha lasciato David Roback, uno dei grandi della seconda ondata psichedelica statunitense: Rain Parade, Opal, Mazzy Star i gruppi da lui guidati. L'ho intervistato due volte, a distanza di molti anni l'una dall'altra, sempre insieme a Hope Sandoval, sua compagna di vita e arte nei Mazzy Star. Dire che fosse un cordialone sarebbe una forzatura, ma ormai non è così importante. Un saluto da Antonio Viva

That's Folk! di Fausto Meirana

Buongiorno da Fausto Meirana e Radio Discoclub65. La puntata odierna di That's Folk! correrà leggermente più libera dal tema fisso, al contrario di quanto avvenuto nelle ultime puntate. Ci saranno comunque, qui e là, collegamenti tra i brani tramite categorie già usate come artisti scomparsi precocemente, usciti temporaneamente dal gruppo o personaggi che riescono a catalizzare l'attenzione del pubblico con quattro note di chitarra. L'inizio è affidato a Joey Burns e i Calexico in un'esibizione dove manca addirittura il co-fondatore e batterista John Convertino. Il brano è Miles From The Sea.

That's Folk! continua con una bella canzone, piena di nostalgia, di Neil Young. "Da Hank (Williams) a Hendrix, ho camminato con te, con questa vecchia chitarra, facendo ciò che so fare", questa è l'introduzione del brano; una perfetta descrizione della vita artistica del burbero e talvolta contraddittorio cantautore canadese. La versione di From Hank To Hendrix viene dal suo famoso e riuscito Unplugged.

Apriamo ora, collegandoci a Hank Williams e Jimi Hendrix, una piccola serie di omaggi ad artisti scomparsi troppo presto. Il primo è Chris Cornell, già leader dei Soundgarden e poi frontman degli Audioslave. Ascoltiamo di seguito uno dei brani più belli dal repertorio dei Soundgarden, Black Hole Sun, in una versione acustica.

La miniserie nera di That's Folk! continua adesso con un personaggio decisamente minore, Gavin Clark; cantautore dalla voce intensa, leader di due gruppi piuttosto sfortunati come i Sunhouse e i Clayhill, quindi vocalist con il collettivo UNKLE. Gavin Clark è morto a per le conseguenze dell'alcolismo nel 2015. Dalla sua collaborazione con Ted Barnes per il notevole film Somer's Town di Shane Meadows ascoltiamo When We Had Faces.

Nelle prossime due selezioni torniamo ad un tema già visto, gli ''usciti dal gruppo". Evan Dando è stato il leader dei Lemonheads (e magari lo è ancora...) ma spesso ha agito come solista. In questa veste lo vediamo eseguire alla chitarra acustica un famoso brano del gruppo, It's About Time. Notiamo che lo suona dal terrazzo, dimostrando una certa preveggenza...

Continuiamo con un gruppo fittizio; sotto il nome di Azteca Camera si è nascosto per anni il cantautore scozzese Roddy Frame. Probabilmente nel decennio '80/'90 era sconveniente o "fuori moda" presentarsi come solista. Di certo il gruppo, almeno per i primi tre album, ha avuto un buon successo, almeno in Gran Bretagna. Al contrario la carriera solista di Frame non è mai decollata del tutto. Ecco quindi una versione live di Oblivious, dal primo album degli Aztec Camera, High Land, Hard Rain.

 Siamo giunti alla fine della puntata di oggi. Mi piace finire con un fuoriclasse come Jonathan Richman. Dategli una chitarra, un pubblico e una canzone in una lingua qualsiasi (italiano compreso) e aprite le orecchie. La canzone che vediamo in un brevissimo video (con John Cale spettatore) è Vincent Van Gogh, uno dei tanti ritratti di personaggi famosi disseminati nella sua discografia. Chapeau a Jonathan! Un saluto da Fausto Meirana, restate in linea con Dario, poi Antonio e più tardi Diego, sempre su Radio Discoclub65.

 

Coverlandia di Gian

Coverlandia questa volta si interessa delle cover fatte da gruppi inglesi, no, non fraintendete, non cover di pezzi italiani fatti in inglese (qualcuna esiste), ma canzoni inglesi cantate in italiano da inglesi.
In quegli anni parecchi complessi inglesi, vista la difficoltà di affermarsi al loro paese, hanno pensato bene di venire da noi, il fatto è che... non se ne sono più andati.
I più famosi sicuramente i Rokes. Potremmo fare più di una puntata con le loro cover, del resto davano un tocco in più col loro italiano inglesizzato. Shel lo si vede ancora adesso girare ogni tanto per Genova.
Cominciamo da loro. Uno dei pezzi più famosi del gruppo di Shel è "E' la pioggia che va"



I Rokes avevano una predilezione per Bob Lind, oltre a quella che avete sentito prima il cantautore americano aveva composto l'originale di "Che colpa abbiamo noi". Ecco la sua versione del pezzo precedente, "Remember The Rain".


Un altro che arrivato qui non se ne è più andato, è Mal. Di partenza erano i Primitives, poi, visto che le ragazze impazzivano per Mal, la RCA li costrinse a chiamarsi Mal e i Primitives. Questo uno dei loro maggiori successi ancora col nome Primitives.



I Bar-Kays era un gruppo americano di soul, R&B, americano che ha incominciato la sua carriera come supporto niente meno che a Otis Redding. Il primo loro successo è proprio "Soul Finger".


Altri transfuga dall'Inghilterra erano i Motowns. Alcun di loro si sono piazzati qui e ci sono ancora adesso; uno, il cantante Lally Stott, è l'unico tra tutti questi inglesi italianizzati, ad avere avuto successo mondiale come solista ("Chirpy Chirpy Cheep Cheep" ad esempio). Qui Morandi li presenta nella loro esibizione di "Prendi la chitarra e vai".



L'originale è di un duo di Bristol, che tra le sue incisioni vanta anche una cover di "Michelle". Questo è "Lovers Of The World Unite".


Il quarto complesso arrivato a metà anni sessanta sono i Renegades, piombati qui da Birminghan, transitando prima dalla Finlandia. Sicuramente i più scarsi tra questi, quasi più famosi per la chiacchieratissima storia d'amore tra il biondo Kim Brown (il cantante) e l'attrice inglese Margaret Lee, che per le loro canzoni. Ad ogni modo con questa qualche 45giri lo vendettero (non molti), il testo in italiano è di Califano, "Piove dentro di me".


L'originale era di dieci anni prima, di Buddy Holly, uno che il 3 febbraio 1959, chiamato anche il "giorno in cui la musica morì" (The Day the Music Died), ci lasciò insieme ad altri artisti rock per l'incidente aereo. "Raining In My Heart".


Secondo giro, ripartiamo dai Rokes. Questa la incisero nel 1967, "Eccola di nuovo". Ormai erano stabili in Italia con varie partecipazioni al festival di Sanremo.



L'originale non è di un gruppo, ma di un cantautore successivamente molto famoso, Cat Stevens. Prima della malattia che lo tenne lontano dalle scene era un cantante più beat rispetto al resto della sua carriera. Questa è la sua versione, "Here's Come My Baby".


Con Mal continuiamo quando era ancora uno dei Primitives (in realtà il suo maggior successo alla fin fine rimane "Furia",,,). Questo 45giri entrò anche nella Hit Parade, "Yeeeeh!". Nel 1969 da Primitives, a Mal dei Primitives si passò a Mal e basta. I compagni lo accompagnavano ancora, meno uno, il batterista Pick Withers che decide di ritornare in Inghilterra, suonando in alcuni gruppi blues, prima di fondare i Dire Straits con Mark Knopfler.


I Motown, i musicisti del complesso si stabilirono permanentemente in Italia, entrando a far parte dei cosiddetti "oriundi", con tanto di matrimonio-spettacolo di due modelle italiane con il tastierista Mike "Saint" Logan (quest'ultimo è il padre dell'attrice Veronika Logan) e con il cantante solista Douglas Meakin. Eccoli in "Fuoco".



L'originale, "Fire" è di Arthur Brown, un vero pazzo, in Italia durante un tour a Palermo nel 1970 viene arrestato per atti osceni in luogo pubblico, in quanto il cantante si spogliò sul palco.


I Renegades sono i più melensi tra i quattro, anzi sono proprio melensi. Forse per reazione a questo nella seconda metà degli anni '70 Kim Brown e Mick Webley più il chitarrista tedesco Trutz "Viking" Groth ed Ettore Vigo dei Delirium formarono una band specializzata in revival di rock and roll alla quale venne dato il nome Kim & The Cadillacs. Qui siamo ancora nel 1969 con "Lettere d'amore".


Vi facciamo sentire l'originale (anche se qui il Re era quasi alla fine) senza commenti, a voi giudicare, "Love Letters"


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