Rock

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LOU REED & METALLICA - Lulu

E’ sicuramente il disco di cui più si parla in questo periodo e sarà uno dei sicuri protagonisti dell’autunno: LULU, alias Lou Reed e Metallica! “Ho fatto uno show con loro per la Rock ‘n’ Roll Hall of Fame e ci siamo piaciuti. – dice Lou Reed – Ho pensato che dovevamo fare qualcosa assieme, per divertirci Un anno dopo abbiamo fatto un disco assieme, sempre per divertirci”.
LULU: 10 brani, scritti originariamente da Lou Reed (per l’omonima opera teatrale di Frank Wedekinds, diretta da Robert Wilson) e arrangiati dai Metallica al gran completo. Un album nuovo di zecca, eclettico, visionario, co-prodotto dagli stessi autori avvalendosi della collaborazione di due mostri sacri come Hal Willner (Marianne Faithfull, Lou Reed, Bill Frisell, William Burroughs, Gavin Friday, Lucinda Williams, Laurie Anderson, Tim Buckley) e Greg Fidelman (Red Hot Chili Peppers, Gossip, U2, Johnny Cash, Neil Diamond, Slipknot, Jet, Audioslave).
In Italia uscirà il prossimo 31 Ottobre in 4 formati diversi: Standard (Doppio Cd), Versione Deluxe + Poster, Versione Deluxe + Libri, Doppio Vinile!

CD in vendita da Disco Club a partire da lunedì 31 ottobre 2011 al prezzo di 27,90 €
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LAURA VEIRS - Tumble Bee

“Tumble Bee” è il nuovo album di Laura Veirs cantautrice folk che anche in Italia è molto amata dalla stampa e dal pubblico. Dopo il grande successo di “July Flame” Laura Veirs si dedica per questo ultimo progetto alla reinterpretazione di canzoni dedicate ai bambini, scelte dalla ricca tradizione musicale Folk Americana, di artisti come: Woody Guthrie, Peggy Seeger o Harry Belafonte; con la solita delicatezza e gran gusto che la contraddistingue.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 8 novembre 2011 al prezzo di 18,50 €
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BLITZEN TRAPPER - American Goldwing

Dal “profondo” nord-ovest degli Stati Uniti al calore avvolgente ed implacabile del Sud. Questa potrebbe essere la traiettoria artistica dei Blitzen Trapper, una band di Porland più affascinata dall’energia southern e dalle atmosfere west-coastiane che dal tumultuoso incanto della costa settentrionale del Pacifico. Sulla scena musicale da circa dieci anni, i Blitzen Traper, riconfermano il loro talento con American Goldwing, un album legato a vecchie e amatissime sonorità del passato, eppure capace di trasmettere una grande freschezza. Qui è possibile trovare ogni sorta di “old goodies”: dal sound incandescente e intriso di energia di Street Fighting Sun alle venature country-blues di American Goldwing, fino alle classiche ballads, prima fra tutte Girl In a Coat.Gli appassionati del genere, senza dubbio, apprezzeranno. E molto. (Ida Tiberio)

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DUM DUM GIRLS - Only In Dreams
Negli anni ’80 c’erano le Go Go’s o le Bangles a dare al pop rock dell’epoca un tocco femminile. Nel terzo millennio lo scettro da “riot girls” pare proprio destinato alle Dum Dum Girls. Californiane come le loro “antenate” giungono al secondo appuntamento con un disco esplosivo, decise a lasciare il segno. Only In Dreams convince al primo ascolto: un rock’n’roll semplice, ma mai banale o scontato, dieci brani armoniosi, dalle melodie contagiosissime, ritornelli ben studiati e chitarre rutilanti per trentasei minuti di energia allo stato puro. Non mancano punte di perfezione: il brano di apertura Always Looking tiratissimo e trascinante, il primo singolo Bedroom Eyes, abboccato e ben costruito per i palati meno esigenti e la ballata Coming Down, splendida e accorata. Una nota di merito va senz’altro alla voce della front-woman Dee Dee, ben modulata e potente che si arrampica sul pentagramma senza cedimenti. (Mauro Carosio)
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ABSU – Absu
Che il black metal, rispetto alle origini, si sia evoluto in misura incredibile sin ad abbracciare le svolte di stile più sorprendenti è ormai sotto gli occhi di tutti. Il post-black degli ultimi Mayhem, le contaminazioni sludge degli Elitist (per restare in casa Season of Mist), l'ambient funereo dei danesi Nortt, la stessa scuola svedese (Craft, Lord Belial, Setherial, Naglfar), le ambizioni operistiche dei Limbonic Art, il Medioevo tolkieniano dei viennesi Summoning (straordinari), le ricerche folk di Ensiferun e Finntroll, le inflessioni gothic dark dei Siebenburgen – senza scordare vecchi leoni new wave come i Christian Death, ancora in pista – hanno tutti, a vario titolo, dimostrato che non ci sono solo i vichinghi norvegesi. In proposito, una lieta conferma giunge anche dagli States, con l'ultimo lavoro, omonimo, degli Absu. Attivi da oltre vent'anni, sempre sottostimati, autori di vari demo tape e di piccoli grandi classici come The Sun of Tiphareth (1995), And Shineth Unto the Cold Comet (1996), The Third Storm of Cythraul (1997) e In the Eyes of Ioldànech (1998), gli americani si rilanciano molto positivamente con questo CD. Il loro è un black mitologico ed occulto, che musicalmente si apparenta con il thrash anni Ottanta e il progressive più celtico, mentre dal punto di vista lirico-iconografico i nostri paiono sempre più affascinati dai Sumeri, dalle antiche stregonerie, dai templi pagani, da ermetismo ed alchimia. La religione e l'astronomia babilonesi, in particolare, rappresentano l'elemento ispiratore forse più forte. Absu ha richiesto ben due anni di registrazione, ma ne è valsa la pena: le sfuriate chitarristiche ed una sezione ritmica tellurica si aprono verso soluzioni inattese ed inedite, ove a salire in cattedra sono le tastiere, in particolare sequencer, sintetizzatore modulare e mellotron. Molti, al riguardo, gli stacchi hard prog in stile anni Settanta. Ariosi, eleganti, maturi, epici e solenni, tecnicamente dotati: bentornati Absu. (Davide Arecco)
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OTHER LIVES  - Tamer Animals

"Quando lo metto su, ne vendo subito uno". È questa la comunicazione, in codice, che arriva, raramente, dal quartier generale di Disco Club quando un disco, per i motivi più vari, è allineato con lo stereo e i muri del negozio. I dischi "QLMS,NVSU" non si possono ignorare. A sorpresa, l'augusta sorte è toccata a Tamer Animals, secondo album degli americani Other Lives. Lontano dall'essenzialità di tanta musica indipendente, questo è un disco ricco, arrangiato in modo intenso e curato, che seppellisce belle melodie pop sotto strati e strati di suono. Un pochino Phil Spector (nelle premesse più che nel risultato), un pizzico di nebbia elettrica, un rimando a Sufjan Stevens, qualche melodia folk per restare sul pezzo (il paragone più frequente che si legge in giro è con i Fleet Foxes). Il voto? Trattandosi di un disco "QLMS,NVSU", lo lasciamo alla casa madre. (Marco Sideri)

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