Rock

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TIMBER TIMBRE - Creep On Creepin’ On

Due anni fa il trio canadese Timber Timbre aveva lasciato un profondo segno nel panorama dell’indi folk nordamericano, regalandoci un album gioiellino che strizzava l’occhio alla tradizione folk e blues. Adesso tornano con Creep on creepin’ on, riprendendo il discorso dove lo avevano lasciato. E le cose cambiano, non nella sostanza, il timbro vocale è sempre quello, i punti di riferimento musicali anche, ma nei dettagli e nelle cesellature del suono e delle atmosfere. E così rimane l’ambiente scuro e melanconico e la scenografia blues/folk, mentre cambia un po’ tutto quello che c’è in scena, i piccoli arrangiamenti, un parco strumenti più curato ed arricchito addirittura del sassofono di Colin Stetson (di cui, tra l’altro, l’ultimo disco è un toccasana per le orecchie). Anche se per i più oltranzisti Creep in creepin’ on può sembrare un po’ troppo leccatino, resta di fatto un disco di impatto ed emotività elevatissima. (Giovanni Besio)

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ALELA DIANE & WILD DIVINE - Alela Diane & Wild Divine
In controtendenza rispetto al gusto del giorno che vorrebbe il folk legnoso, ossuto e "autentico", Miss Diane aggiunge generosi dosi di pop alla formula per questo suo terzo album lungo. Con la bella voce sempre in primo piano, Alela vagabonda tra umori jazz, arrangiamenti folk rock, melodie urbane ed educate. Questa, piccola, svolta non cancella né diluisce il talento per la scrittura della protagonista, capace di episodi di certa efficacia. Semplicemente, questo "& The Wild Divine" lascia entrare un po' di luce nelle stanze dei brani con il prevedibile risultato che gli ascoltatori più intransigenti storceranno, un poco, il naso, mentre chi è alla ricerca della quiete complessa del cantautorato maturo brinderà, piano, alla nuova Miss Diane. In attesa di una ulteriore svolta prossima ventura, che ancora non si può indovinare. (Marco Sideri)
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MICK HARVEY - Sketches From The Book Of The Dead

Mick Harvey è conosciuto per la sua carriera nei The Birthday Party e nei The Bad Seeds di Nick Cave ma anche per le sue collaborazioni con PJ Harvey (ha co-prodotto anche l'ultimo album di Pj "Let England Shake") e per il suo eccellente lavoro di produttore e compositore di colonne sonore. Il nuovo album Sketches From The Book Of The Dead, esce a quasi quatto anni di distanza da Two Of Diamonds che risale al 2007, ed è il primo disco scritto per intero da Harvey. Gli 11 pezzi sono stati registrati e mixati insieme a David McCluney agli Atlantis Sound - Port Melbourne - e nella sala privata di Mick Harvey a Grace Lane. Mick ha suonato la maggior parte degli strumenti e si è fatto accompagnare da Rosie Westbrook al double bass e da J.P. Shilo al violino e fisarmonica mentre Xanthe Waite è la voce eterea che si sente nei backing vocals.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 3 maggio 2011 al prezzo di 15,50 €

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SAVAGE REPUBLIC – Procession: An Aural History

Nati a Los Angeles nel 1980, attivi inizialmente con il nome di Africa Corps, i Savage Republic hanno inciso dal 1981 al 1989 quattro LP, un singolo, un mini e hanno partecipato alla compilation Radio Tokyo Tapes. A seguito di un primo scioglimento, si sono riformati nel 2007 e sono tuttora molto attivi (come in passato) sul fronte concertistico. Il loro era ed è un post-punk industriale, oscuro, percussivo e sperimentale, che lambisce noise e tribalismo sonoro, con due bassi e percussioni ipnotiche. Lo si può gustare in tutto il suo splendore in questa doppia raccolta della LTM, che include anche una esibizione del 2009. Nel suono dei SR, segnato in principio dalla scuola tedesca (Can, Einsturzende Neubauten) e dalla No Wave newyorkese, si possono anche ritrovare elementi più tipicamente inglesi: tocchi spaziali alla Hawkwind, rumorismo alla Throbbing Gristle, aperture melodiche pinkfloydiane, minimalismo di matrice Wire, ricerche ritmiche di derivazione PIL-Gang of Four, umori dark stile Cure-Joy Division, iconoclastia di marca Fall. Il tutto filtrato da una sensibilità assai americana (quella di Rapeman ed altri, per capirci). Sempre emozionante riascoltare la cover di Viva la Rock n' Roll degli Alternative TV (1978). Una antologia che rende giustizia a uno dei gruppi più grandi, radicali e innovativi della new wave statunitense. Da avere assolutamente. (Davide Arecco)

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ERLAND & THE CARNIVAL - Nightingale

Di tutti gli ibridi in chiave folk-qualcosa, quello creato da Erland & The Carnival è forse il più curioso. La passione per i nomi classici del settore (Fairport, Steeleye Span, Trees) si associa infatti a una psichedelia tra il cupo e il soffuso, ma anche ad agili ed eleganti tocchi pop in stile Divine Comedy. Il tratto unificante è rappresentato da testi che fanno uso di frasi e immagini tratte dal folklore trasferite in contesti contemporanei (I Wish I Wish, The Trees They Do Grow High) e  che in molti momenti sembrano descrivere un mondo adolescenziale alle prese con i traumi del passaggio all’età adulta (Springtime, agghiacciante quanto The Derby Ram sul primo disco). Nightingale, è meno spigoloso e forse più furbo del lavoro d’esordio, propone una serie di canzoni efficaci e a loro modo persino radiofoniche e ha il solo difetto di spegnersi un po’ verso la fine. (Antonio Vivaldi)

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EVERYTHING EVERYTHING - Man Alive

EVERYTHING EVERYTHING sono un quartetto britannico al primo album che ha esordito nel 2008 con il singolo “Suffragette Suffragette” pubblicato in vinile 7”, seguito l’anno seguente da un altro singolo, “MY KZ, UR BF”. Originari di Newcastle e Kent ed ora residenti a Manchester, il primo album “MAN ALIVE” è stato osannato dalla stampa britannica (NME e Q in primis) per il loro Art Rock che sa essere a tratti melodico e poi improvvisamente spigoloso, con echi di Progressive Rock che ricordano addirittura i Gentle Giant unite a sonorità sghembe e funk care agli amanti di Talking Heads, Vampire Weekend e Bloc Party.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 3 maggio 2011 al prezzo di 18,50 €

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